Inverno vulcanico e clima: quando le eruzioni raffreddano il mondo
Le più grandi eruzioni vulcaniche possono fare più che devastare i loro dintorni; possono raffreddare l'intero pianeta per anni. Iniettando gas in alto nell'atmosfera, le grandi eruzioni creano un velo che oscura il sole, abbassando le temperature globali e sconvolgendo il tempo e i raccolti in tutto il mondo. Dall'anno senza estate che seguì Tambora alle super-eruzioni del passato lontano, i vulcani hanno plasmato ripetutamente il clima della Terra.
Come le eruzioni raffreddano il pianeta
La chiave del raffreddamento vulcanico non è la cenere ma il gas, soprattutto l'anidride solforosa. Quando una potente eruzione inietta anidride solforosa in alto nella stratosfera, essa reagisce formando un velo di minuscole particelle di solfato. Questo velo si diffonde attorno al globo e riflette la luce solare nello spazio, riducendo il calore che raggiunge la superficie e raffreddando il pianeta, talvolta per anni.
L'anno senza estate
L'esempio più celebre è l'eruzione del Tambora del 1815, in Indonesia, la più grande della storia documentata. Il suo gas si diffuse in tutto il mondo, e l'anno successivo, il 1816, divenne noto come l'anno senza estate. In tutto l'emisfero nord colpirono gelate estive, raccolti falliti e carestia. Il tempo freddo e grigio influenzò persino l'arte e la letteratura dell'epoca, un vivido promemoria della portata del vulcanismo.
Pinatubo e la misurazione moderna
L'eruzione del Pinatubo del 1991, nelle Filippine, fu la prima grande eruzione capace di alterare il clima a essere misurata con strumenti moderni. La sua nube di anidride solforosa abbassò in modo misurabile le temperature globali medie per uno o due anni. Poiché gli scienziati poterono seguire l'effetto nel dettaglio, il Pinatubo divenne un esperimento naturale chiave per comprendere come il gas vulcanico influenzi il clima.
Super-eruzioni e raffreddamento profondo
Le più grandi eruzioni di tutte, le super-eruzioni formatrici di caldera di vulcani come Toba e Yellowstone, potrebbero raffreddare il pianeta assai più severamente. L'eruzione di Toba, in Indonesia, decine di migliaia di anni fa, è ritenuta da alcuni scienziati aver causato un prolungato inverno vulcanico, sebbene il suo effetto esatto sui primi esseri umani resti dibattuto. Tali eventi sono rari ma potenzialmente profondi.
Vulcani ed estinzioni di massa
Sulle scale di tempo più lunghe, il vulcanismo più colossale di tutti, le eruzioni di basalti alluvionali che costruirono province come i Trappi siberiani, liberò così tanto gas su periodi così lunghi da essere collegato a estinzioni di massa. Questi eventi alterarono l'atmosfera e il clima su una scala che rimodellò la storia della vita, mostrando il vulcanismo come una forza capace di cambiare il mondo.
Raffreddamento e riscaldamento
Mentre l'effetto a breve termine delle grandi eruzioni è il raffreddamento, il vulcanismo svolge anche un ruolo nel ciclo del carbonio a lungo termine. Su scala geologica, i vulcani liberano anidride carbonica, un gas serra, aiutando a riscaldare il pianeta e a mantenerlo abitabile. L'equilibrio tra questo lento riscaldamento e l'improvviso raffreddamento delle singole eruzioni fa parte del complesso rapporto tra vulcani e clima.
Un fattore per il futuro della Terra
Comprendere come le eruzioni influenzino il clima è importante non solo per interpretare il passato ma per il futuro. Una grande eruzione oggi raffredderebbe temporaneamente il pianeta e sconvolgerebbe l'agricoltura e il tempo, con conseguenze globali. Lo studio di eventi passati come Tambora e Pinatubo aiuta gli scienziati ad anticipare gli effetti climatici della prossima grande eruzione.
Sulla mappa
Da Tambora e Pinatubo ai supervulcani di Toba e Yellowstone, le eruzioni che hanno plasmato il clima della Terra sono sparse attraverso le regioni vulcaniche del mondo. Esplorale sulla mappa interattiva — filtra per regione per vedere i vulcani le cui eruzioni hanno raggiunto al di là dei loro pendii per raffreddare l'intero pianeta.