I vulcani del Decennio: sedici montagne sotto sorveglianza speciale
Non tutti i vulcani sono sorvegliati allo stesso modo. Negli anni Novanta, gli scienziati individuarono sedici vulcani in tutto il mondo che pongono una minaccia particolarmente grave, e li designarono per uno studio intensivo. Noti come vulcani del Decennio, queste montagne furono scelte perché sono al contempo molto attive e pericolosamente vicine a grandi popolazioni. Insieme rappresentano uno sforzo globale per concentrare l'attenzione scientifica là dove il rischio per la vita umana è maggiore.
Perché i vulcani del Decennio furono scelti
I vulcani del Decennio furono designati nell'ambito di un'iniziativa delle Nazioni Unite, il Decennio internazionale per la riduzione delle catastrofi naturali, negli anni Novanta. Gli scienziati selezionarono sedici vulcani che combinavano due pericolose qualità: una storia di grandi eruzioni distruttive e la vicinanza a popolazioni dense. L'obiettivo era concentrare la ricerca e il monitoraggio sui vulcani più propensi a causare una catastrofe.
I sedici vulcani
I vulcani del Decennio abbracciano il globo. Comprendono il Vesuvio e l'Etna in Italia, Santorini in Grecia, il Teide nelle Canarie, il Nyiragongo nella Repubblica Democratica del Congo, il Galeras in Colombia, il Mauna Loa alle Hawaii, il Rainier negli Stati Uniti, il Colima in Messico, la Santa María in Guatemala, il Taal e il Mayon nelle Filippine, il Merapi e l'Ulawun, il Sakurajima in Giappone, l'Avachinsky e il Koryaksky in Kamchatka, e l'Unzen in Giappone. Ciascuno è un vulcano la cui eruzione potrebbe minacciare un numero immenso di persone.
Il Vesuvio e la minaccia per Napoli
Tra i più pericolosi vi è il Vesuvio, che incombe sul golfo di Napoli e sui suoi tre milioni di abitanti. Il vulcano che distrusse Pompei resta capace di un'eruzione catastrofica, e la densa popolazione sui suoi fianchi ne fa uno dei vulcani a più alto rischio della Terra. La sua inclusione tra i vulcani del Decennio riflette l'entità del pericolo che pone.
Le lezioni che plasmarono il programma
La designazione dei vulcani del Decennio fu motivata in parte dalle dure lezioni di catastrofi come Armero nel 1985, dove un'eruzione relativamente piccola uccise oltre 20.000 persone perché gli avvertimenti non si tradussero in evacuazione. Il programma mirava a garantire che i vulcani più pericolosi del mondo ricevessero il monitoraggio, la ricerca e la preparazione necessari per prevenire tali tragedie.
La tragedia del Galeras
Il programma dei vulcani del Decennio fu esso stesso segnato dalla tragedia quando, nel 1993, il Galeras in Colombia eruttò durante una conferenza scientifica, uccidendo diversi vulcanologi che lavoravano nel cratere. Questo sobrio evento sottolineò i pericoli affrontati da chi studia i vulcani attivi e rafforzò l'importanza della cautela e di una migliore valutazione dei pericoli.
Un'eredità di studio mirato
Sebbene il decennio formale sia passato da tempo, i vulcani del Decennio restano un fulcro di studio e monitoraggio intensivi. Il programma aiutò a far progredire la scienza del monitoraggio dei vulcani e della valutazione dei pericoli, rafforzò la cooperazione internazionale e attirò l'attenzione sui vulcani che pongono la maggiore minaccia alle popolazioni umane, un'eredità che continua a proteggere milioni di persone.
Osservare i vulcani più pericolosi
I vulcani del Decennio rappresentano un principio che guida oggi la scienza dei vulcani: che risorse limitate dovrebbero essere concentrate là dove il rischio è maggiore. Concentrando l'attenzione sui vulcani più propensi a causare una catastrofe, gli scienziati possono fare il massimo per ridurre il bilancio umano delle eruzioni, trasformando la conoscenza in protezione per chi vive all'ombra di queste pericolose montagne.
Sulla mappa
Dal Vesuvio e dall'Etna al Nyiragongo, al Galeras e ai vulcani del Giappone e delle Filippine, i vulcani del Decennio sono tra i più pericolosi della Terra. Esplorali sulla mappa interattiva — filtra per regione per vedere queste sedici montagne e capire perché sono sorvegliate così da vicino.