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Supervulcani spiegati: cosa sono e dove potrebbe essere il prossimo

2024-08-04

La parola "supervulcano" suona da marketing ma ha un senso geologico preciso. Un supervulcano è un sistema vulcanico capace di produrre in un singolo evento un'eruzione di oltre 1.000 chilometri cubi di materiale — un VEI 8. Sulla scala umana sono eventi rarissimi, ma le loro tracce sono ovunque nel registro geologico. Ecco cosa sono, dove stanno e cosa potrebbero fare.

Una definizione operativa

Una supereruzione è definita dal volume di materiale espulso in equivalente di roccia densa — almeno 1.000 chilometri cubi in un solo evento. I sistemi capaci di produrne uno sono chiamati supervulcani anche tra le eruzioni. Sulla Terra se ne conoscono circa una ventina.

Yellowstone

Il supervulcano più noto. La caldera di Yellowstone in Wyoming è la più recente di tre eruzioni calderiche degli ultimi due milioni di anni, l'ultima circa 640.000 anni fa. La camera magmatica sottostante è ancora parzialmente fusa e alimenta i geyser, le sorgenti calde e le deformazioni del suolo del parco.

Toba

La caldera di Toba a Sumatra ha prodotto la più grande eruzione degli ultimi 100.000 anni, circa 74.000 anni fa. Il lago di Toba che riempie oggi la caldera è il più grande lago vulcanico del pianeta. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l'eruzione abbia innescato un collo di bottiglia genetico nell'uomo moderno, ipotesi ancora dibattuta.

Taupo

La Zona Vulcanica di Taupo in Nuova Zelanda ha prodotto diverse supereruzioni negli ultimi 30.000 anni, la più recente l'evento di Oruanui circa 25.000 anni fa. L'attuale lago di Taupo occupa una delle caldere risultanti. Il sistema rimane sismicamente attivo.

Long Valley

La caldera di Long Valley in California si formò circa 760.000 anni fa in un evento da VEI 7 a VEI 8 che diffuse cenere su gran parte del Nord America. Il sistema è sismicamente inquieto dal 1980, sotto monitoraggio continuo dell'USGS.

Campi Flegrei

I Campi Flegrei a ovest di Napoli sono un supervulcano attivo sotto una delle regioni più densamente popolate d'Europa. L'ultima supereruzione risale a circa 39.000 anni fa. Il fondo della caldera sale e scende su scale decennali — fenomeno detto localmente bradisismo — e il registro geologico è cupamente chiaro.

Aira e altre caldere giapponesi

Diverse grandi caldere in Giappone — Aira, Aso, Kikai — sono considerate supervulcani. La caldera di Aira sottoposta al sistema Sakurajima; Kikai produsse circa 7.300 anni fa una delle più grandi eruzioni dell'Olocene. Oggi tranquille ma non estinte.

Quanto sono rare le supereruzioni

Il registro geologico suggerisce una supereruzione da qualche parte nel mondo ogni 30.000-50.000 anni in media — molto più rara delle eruzioni minori. Le probabilità statistiche per un decennio dato sono basse ma non nulle. La civiltà non ne ha mai vissuto una.

Cosa farebbe una supereruzione moderna

Una supereruzione moderna avrebbe conseguenze globali: anni di cielo oscurato, raccolti distrutti, clima raffreddato, ricaduta di cenere severa su interi continenti. Le ricadute economiche e sociali supererebbero qualunque catastrofe naturale storica. Non esiste una "prevenzione" realistica — solo preparazione e allerta.

Come gli scienziati le sorvegliano

I grandi supervulcani noti — Yellowstone, Campi Flegrei, Toba, Taupo — sono tra i luoghi più densamente monitorati della Terra. Reti sismiche, GPS, rilievi gravimetrici e sensori di gas seguono i cambiamenti anno dopo anno. Decenni di preavviso prima di una supereruzione sono probabili, ma non garantiti.

Perché prestarci attenzione

I supervulcani non sono fantascienza. Sono sistemi reali con storia documentata di eruzioni cataclismiche. Il prossimo non è imminente ma non è impossibile. Parlarne onestamente fa parte del modo in cui col tempo ci si prepara.

Sulla mappa

Filtra la mappa sui supervulcani noti — Yellowstone, Toba, Taupo, Long Valley, Campi Flegrei — e la distribuzione globale appare chiara: la maggior parte sta su crosta continentale, vicino a grandi sistemi di faglia o sopra pennacchi del mantello che attraversano margini di placca esistenti.